” Signora lei non sa condurre il suo alloggio…deve areare di più le stanze – non lo vede quanta muffa ha . Quando esce deve lasciare le finestre aperte e anche la notte le tapparelle abbassate e la finestra un po’ aperta…“
Così si è rivolto all’inquilina del primo piano il personale della Affitto Firenze spa che, dopo la denuncia di un altro inquilino sul quotidiano La Repubblica del 7 Gennaio, sta visitando i suoi affittuari, in una rocambolesca opera di persuasione.
“...Senta … io prima di venire qui, ho abitato per trent’anni in San Frediano al piano terra di una casa vecchia come il cucco e non ho mai avuto problemi del genere.
E poi guardi come la tengo la mia casa…è uno specchio “.
La nostra co-inquilina replica così, indignata, offesa e arrabbiata agli “strani” rilievi che le vengono mossi dalla proprietà.
Poi nella buca delle lettere trova una lettera della società Affitto Firenze che la fa arrabbiare ancora di più : “...oltretutto non siamo mica grulli ” ci dice mentre fotografiamo la muffa che invade le sue stanze e la individuiamo con una freccia sulla piantina.
“Ci ritroviamo presto signora… siamo già un monte di grulli incazzati ” le diciamo prima di salutarla.
( Assegnatari Bando “Ventimila Alloggi in Affitto” – San Lorenzo a Greve )
Sotto sono disponibili le pagine 12 e 13 del ” libretto di manutenzione ” citato nella suddetta lettera e distribuito a tutti gli inquilini durante la consegna degli immobili.
Ci hanno spiegato autorevoli docenti universitari che la temperatura di rugiada (sinonimo di punto di rugiada) va esattamente determinata in sede di progettazione energetica dell’edificio ai sensi della Legge 10/91 e successive integrazioni attraverso verifiche analitiche o grafiche, come il diagramma di Glaser .
Queste verifiche devono essere contenute proprio in quella relazione che il Comune (Direz. Patrimonio) nella propria lettera del 19/3/2009 dichiara di non aver ricevuto.
Se, come imposto per legge, la verifica termoigrometrica viene eseguita e risulta verificata in sede di progettazione dell’edificio e la fase costruttiva rispetta in pieno il progetto, non dovrebbero verificarsi assolutamente fenomeni di condensa superficiale tali da determinare la formazione di muffe all’interno dei locali.
L’eventuale condensa interstiziale delle pareti dovrà sempre essere limitata ad una quantità rievaporabile (che non da però luogo a muffa).
Non c’è quindi assolutamente alcuna (logica) ragione di andare a costruirsi, come si fa nella lettera agli inquilini e nel manuale, (improbabili) condizioni in cui si imputa al conduttore dell’alloggio, una per tutte, la responsabilità di innalzare l’umidità relativa a livelli estremi tali da avvicinare la temperatura ambiente a quella di rugiada. Lo stesso dicasi per le altrettanti improbabili “negligenze” nell’areazione dei locali.
E’ invece lecito, ma comunque triste, presumere che chi ha scritto questo libretto, fosse già a conoscenza prima della consegna degli alloggi dei problemi di condensa o della loro potenzialità di accadimento.
Cosa di fatto poi effettivamente verificatasi per il secondo inverno consecutivo e che ha determinato una grave situazione di muffe in ben 20 alloggi accertati ad oggi (su 50 in totale), anche in quelli esposti a Sud.
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