Una nuova chiesa a San Lorenzo a Greve ?

Riceviamo le riflessioni di un residente di San Lorenzo a Greve, nonchè nostro co-inquilino, e di seguito volentieri le pubblichiamo:

Una nuova chiesa a San Lorenzo a Greve ?
Proprio l’ultimo dei miei pensieri

terreno_nuova_chiesa

Viuzzo della case nuove: La Coop e lo spazio “verde” (bruciato dal sole in estate) che sarà sacrificato per la nuova chiesa. Clicca per ingrandire

Sono arrivato a San Lorenzo a Greve nell’estate del 2008, senza esserci mai stato prima, se non di passaggio, in questo rione all’estrema periferia sud-ovest di Firenze.
Oggi infatti si trova con difficoltà un valido motivo per venirci di proposito a San Lorenzo a Greve, a meno che un amico non ti inviti per una partita a scopone, oppure non lo faccia una delle tante stazioni di benzina del luogo con qualche attraente coupon-sconto.
Non ci sono negozi lungo le vie, non c’è un mercato, un parrucchiere, un giardino degno di questo nome.
Non c’è gente che cammina per le strade, ma c’è invece tanta gente dentro le macchine in un unico serpentone che entra e che esce nell’enorme e dall’enorme piazzale asfaltato del centro commerciale COOP; specialmente il sabato e ora (sic sic) anche la domenica.
Il vecchio borgo storico lungo la via Pisana conserva ancora il suo antico fascino, con la sua antica chiesa che da appunto il nome al rione e con qualche botteghina che cerca ancora di sopravvivere.
Ma appena fatta una svolta a destra su Via Tiziano, lungo la nuova direttrice di “sviluppo” , il mondo cambia di brutto.
Si entra nel “fortino” delle cooperative edilizie; una specie di non-luogo dove s’è fatto man bassa di territorio a suon di varianti urbanistiche e quindi tanto cemento….e sempre a scapito di verde pubblico o attrezzature collettive.
Ma anche tanti mattoncini rossi emiliani a cercare improbabili variazioni architettoniche sul tema, in un susseguirsi di ameni condomini. Fatto salvo un moderno castello già in rovina (senza nemmeno aver subito attacchi a colpi di catapulta).
Anch’io, da sfrattato, sono finito in uno di questi ameni palazzi, grazie ad un bando pubblico per l’affitto calmierato.
La Regione mette un bel gruzzolo di fondi pubblici, il comune sceglie gli affittuari, le solite cooperative costruiscono e incassano affitti molto vicini a quelli di mercato .. e io intanto faccio sempre più fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Da quell’estate comincia il mio incubo e quello di molte altre famiglie:
al primo temporale estivo entra l’acqua dal tetto ed al primo freddo invernale gli appartamenti si riempiranno di muffa (e continueranno a farlo ancora oggi) ; rimaniamo poi senz’acqua per oltre 30 ore in un solo mese, in un turbinio di problemi di tutti i tipi.

I ridicoli spazi esterni di verde non vengono collaudati dal comune e nessuno fa manutenzione per molto tempo, ritrovandosi con l’erba alta fino ai  balconi e circondati da zone paludose (le cosiddette vasche di laminazione delle piogge).

Ci costituiamo in comitato, mettendo in mora il Sindaco di Firenze, che mai ci risponderà ufficialmente !!!

Da dicembre scorso la Cooperativa ci ha pure “cartolarizzato“, dandoci in dote ad un fondo immobiliare (etico ?).
Un fondo con origini in Lussemburgo, partecipato – e non sto scherzando – dai padri salesiani, dagli orionini e da potenti banche e fondazioni bancarie.
Come biglietto da visita proprio in questi giorni il nuovo etico(?) proprietario ci ha recapitato un bell’aumento del canone – ormai uguale a quelli di mercato – e una scheda a fini antiriciclaggio ed al sottoscritto pure una maldestra – pretestuosa e intimidatoria minaccia di risarcimento danni.

Ma non siamo noi quegli stessi inquilini…. persone fisiche… cittadini…. scelti con un bando comunale ?

Fra le tante domande antiriciclaggio, i padri salesiani (& Company) vogliono sapere da noi dove prendiamo i quattrini per pagargli l’affitto.
Ma non è che forse quella schedatura e quella richiesta danni andrebbe fatta esattamente al contrario:

– chi siete voi ?

– Dove vanno a finire i nostri sudati canoni di affitto ed i 2 milioni di euro della Regione (e quindi nostri) ?

– Quanti danni abbiamo già subito noi inquilini… altro che … ?

Oggi sappiamo che quel comune che si è completamente disinteressato di noi, permetterà alla Curia di costruire un’avveniristica chiesa (si parla di un progetto di Calatrava, archistar spagnola ) al posto dell’unico “giardino” di zona.
Un giardino costruito, insieme all’asilo nido, dalla Coop come opera urbanistica di compensazione a seguito dell’enorme cementificazione operata con il grande centro commerciale.
Uno spazio (meglio chiamarlo così) dal sapore, o meglio dall’aspetto, di opera incompiuta (e chissà se mai collaudata) e quindi poco vissuto dai residenti, ad eccezione di qualche amabile cagnolino e padrone al seguito.
Gioco facile quindi fare l’ennesima variante di zona e riempirla adesso di sacro-cemento, sebbene se fossi cattolico e praticante, avrei da scegliere fra ben tre chiese nel raggio di 700 metri. A meno che non mi serva andarci proprio con il carrello della spesa.
E intanto i lavori di adeguamento e messa a norma della vicinissima scuola dei miei figli ad opera del comune sono fermi da troppo tempo.
E intanto faccio sempre più fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Ecco perchè una nuova chiesa è proprio l’ultimo dei miei pensieri.

Ci vediamo il ventiquattro.

Riccardo

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Leggi anche:
Calatrava si mangia il parco ” (La Repubblica 3 febbr. 2013)

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2 Risposte

  1. Sono cristiano e credo nell’istituzione della chiesa di Gesù Cristo , forse mi sbaglio ma a mio avviso c’è penuria di fedeli, che sono la chiesa, e non di edifici. In questo quartiere tutto cementificato credo che quel piccolo fazzoletto di verde pieno di cacche sia una risorsa che andrebbe riqualificata in un bel parco e luogo di incontro per gli abitanti della zona, e chissà che forse anche per noi condomini non sia un motivo d’ incontro per conoscersi un po’ di più , oltre alle assemblee dove arriviamo pochi e incavolati.
    Ma dato che già il nostro super condominio sorge su una zona che era adibita a verde pubblico o centro sportivo…..

  2. Concordo su tutto caro Claudio. Conosco le vicende di preti di periferia, ma sarebbe quasi meglio dire di frontiera, che pur senza “edifici” hanno il seguito che si meritano. E se lo meritano tutto.
    Ciao, Riccardo

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