Lo sfratto perfetto: scandalo nel social housing fiorentinoFlorentine Social Housing Scandal

Aggiornamento 2016: Dopo alcune indagini sui materiali da costruzione si evidenzia come la situazione sia estremamente più grave di quanto già descritto di seguito in questo racconto.

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 A Lucia, Tommy e Ale,
che mi danno una forza immensa

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Laggi l'eBook

Leggi il racconto in formato ebook

Sua Eccellenza certamente mi sfratterà.
Sfratterà una famiglia – la mia – che è già stata sotto sfratto (per finita locazione) 5 anni fa – e che si era aggrappata a quei bandi per l’affitto calmierato del Comune di Firenze.
Nell’estate del 2008, i titoli dei giornali così li osannavano, dopo la cerimonia di consegna simbolica delle chiavi agli inquilini in Palazzo Vecchio:
…appartamenti affittati a canone super scontato grazie al Programma sperimentale nazionale Ventimila alloggi in affitto”; “Un intervento di qualità che dà una risposta a 369 famiglie”.
Si tratta di un’esperienza pilota a livello nazionale, che testimonia i risultati che si possono ottenere grazie alla sinergia tra il pubblico e i privati attenti e lungimiranti” .

Bandi mai usciti prima e riservati alla cosiddetta fascia grigia, ovvero i troppo ricchi per gli alloggi popolari , ma invece troppo poveri per il mercato dell’affitto privato.
Non tutti però sembravano d’accordo, anche considerando che questi bandi avrebbero fatto da apripista al cosiddetto Social Housing. E che invece sul fronte della (vera) edilizia pubblica era tutto fermo da anni.
I sindacati degli inquilini infatti denunciavano: “… il canone arriva al massimo consentito dalle disposizioni regionali con il minimo della riduzione. Tutto questo senza alcun accordo con i sindacati … “ e ancora “ Abbiamo assistito in alcune riunioni consultive ad un fuoco di sbarramento nei confronti di qualsiasi “riduzione” dei massimali dei canoni previsti dagli accordi territoriali ex legge 431/98 “.

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Appartamento 17D – camera matrimoniale -15 Gennaio 2014

E poi: “ I canoni di locazione sono molto superiori a quelli concordati in altri protocolli: ad esempio a Siena il protocollo d’intesa con la Fondazione Monte dei Paschi prevede la realizzazione di 1200 alloggi ad canone mensile di 4 euro a mq “.
E , dulcis in fundo: “L’IVA doveva essere posta a carico dei c.d. operatori economici, già ampiamente remunerati e soddisfatti, e non sulla povera gente”.
Un altro sindacato aveva addirittura scritto una lettera a tutti gli assegnatari, mettendoli in guardia su una serie di subdole clausole vessatorie inserite negli stipulandi contratti di affitto.
Peccato poi che tutte queste preoccupazioni si siano rivelate solo un escamotage acchiappa-tessere, senza un’ effettiva assistenza dopo i futuri gravi fatti subiti dagli inquilini.
Anche i consiglieri comunali (amici ?) dell’opposizione avevano sbraitato molto, salvo poi sparire quando le faccende si fecero più circostanziate.
Mi dicono che a quel giudice non importerà un bel niente se io abbia inconsapevolmente firmato un contratto d’affitto per un immobile senza certificato di agibilità e poi rischiato la >> mia salute e quella della mia famiglia << clicca.
Un immobile costruito con fondi pubblici della Regione Toscana e con tutti quei macroscopici difetti e vizi costruttivi mostrati su questo blog .
Sarò io – pensate un po’ – che avrò commesso le violazioni contrattuali più gravi.
Ho un diploma di geometra ormai un po’ datato, lavoro da 25 anni in Regione Toscana, dove – per i primi anni della mia “carriera” – mi sono occupato di prevenzione del rischio sismico.
La cosiddetta gavetta l’ho fatta in Garfagnana per un anno intero, passando le mie giornate a rilevare la vulnerabilità sismica di tanti paesi arroccati sui monti.
Si vede che anche da giovane non dovevo avere molta fortuna con la casa. In quell’anno abitai infatti in una piccola scuola dismessa, senza riscaldamento, ma con vista lago .
La nostra mission – come si direbbe oggi – era quella di valutare le condizioni di case, scuole e altri edifici pubblici, affinchè la nostra Regione – già allora all’avanguardia su questi temi – potesse poi attuare programmi di adeguamento della sicurezza .

Rischio, Sicurezza, Salute : un “tarlo” nel cervello che mi porterò dietro da allora.

 appart. 17DAlloggio 17D - Piano V - Scala D
 appart. 8BAlloggio 8C - Piano III - Scala C
 appart. 18DAlloggio 18D - Piano V - Scala D
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Il “buffo” “cappotto termico” realizzato nel febbraio 2011 dopo le proteste degli inquilini. Secondo voi funziona ?

Mi ricordo di aver sentito dire – durante i corsi di aggiornamento a lavoro – che la salubrità degli ambienti lavorativi era un argomento molto serio e che infatti in presenza di muffa, venivano chiusi interi reparti produttivi delle aziende. E comunque i lavoratori esposti correvano rischi non di poco conto.
Quella casette della Garfagnana erano molto vecchie ed in zona ad elevata sismicità, quindi soggette (per loro natura) a maggior rischio.
Cosa poter dire invece per quei palazzoni fiorentini nuovi di pacca, che dovrebbero soltanto essere abitati, assicurando in generale rischi bassissimi e che invece presentano rischi imponderabili perchè originariamente insalubri ?
Ma in un paese civile, la salubrità degli ambienti domestici non dovrebbe essere data per scontata e comunque accertata ?
Dopo aver visto tutta quella muffa che – già dal primo inverno – aveva colonizzato la camera dei miei figli e poi le altre stanze, misi subito in guardia tutti gli inquilini con un volantino affisso ai portoni , iniziando a studiare la situazione e facendo i primi sopralluoghi negli appartamenti.
Mi conquistai un po’ di fiducia e gli inquilini, fino a poco prima diffidenti e titubanti, cominciarono a spuntare come i funghetti dopo una giornata di pioggia (salvo poi nascondersi di nuovo).
Sandra, agguerrita compagna di lotte (fino ad un certo punto), mi mostrò la cameretta dove vivevano i suoi due figli.
Il maggiore era appena finito al vicino ospedale in piena crisi respiratoria e l’altro si era ricoperto di bolle.
Riccardo vieni presto a fare le foto…perchè io devo spruzzare…, dopo sennò non si vede più nulla .. “ mi dice la Sandra al telefono.
Una volta che ho immortalato la scena, la signora si mette tuta intera, mascherina e comincia a spruzzare il prodotto antimuffa in grande quantità, visto l’esercito di spore da annientare.
E’ una donna simpatica, risoluta e forte; temprata com’è da una troppo precoce vedovanza e da anni di lavoro in fabbrica. Non si scoraggia certo con queste cose la nostra Sandra.
Quando nei giorni a seguire ritorno da lei a prendere un caffè, mi mostra, quasi orgogliosa, la cameretta dei suoi figli che è ritornata bianca.
Lo faccio per due-tre volte ogni inverno” mi dice.
Dopo aver fatto la spruzzatura mi racconta però di non sentirsi tanto bene nemmeno lei.
E come non ricordare Maria… la olandese, antesignana degli sfrattati.
Il suo senso civico nordico la mise subito in prima fila. Non ci stava Maria, già malata com’era, a dover respirare tutta quella merda e venne insieme a noi – con gli striscioni – quella domenica di San Valentino, quando inaugurarono la tramvia, per poi essere eletta vicepresidente di un comitato nato in quel periodo.
La prima volta che la vidi – era un giorno di agosto del 2008 – ed eravamo appena arrivati. La trovai giù nel piazzale con un apparecchietto per l’areosol in mano (pensate che sculo 🙂 e col suo incerto italiano, che mi diceva “ E-nel… E-nel… E-nel ”.
Doveva attaccare quel coso alla corrente per fare la sua terapia, ma in casa non aveva la corrente.
Ma non era colpa dell’ENEL… e Maria se ne sarebbe resa amaramente conto più tardi.
Poi – dopo aver perso il lavoro – con un figlio da mantenere ed un affitto che di calmierato non ha mai avuto proprio nulla, è tornata nella sua Olanda, dove almeno lo Stato non ti lascia per strada e dove, nonostante un clima atmosferico più freddo ed umidiccio del nostro, le case non si riempiono di muffa.
Presto ho dovuto fare i conti con un’ imbarazzante inerzia delle cosiddette istituzioni e, da semplice cittadino (con qualche conoscenza tecnica in più), mi sono trovato incredibilmente a doverle sostituire.
In quel video sul blog si vede Maria che non si capacita e scuote la testa, insieme al suo cartellone di protesta.
Poi ho continuato ad informare e sensibilizzare gli altri co-inquilini sulla serietà dei problemi riscontrati, quando invece troppi cercavano di sminuirli, se non addirittura di occultarli.
Ho effettuato io quei sopralluoghi che spettavano agli enti, visitando almeno 20 abitazioni.
Ho scattato e confrontato oltre >> 100 FOTOGRAFIE << con la scorta delle planimetrie di tutti gli appartamenti; ho consultato tecnici esperti e docenti universitari.
C’è voluto poco a far emergere sconcertanti vizi strutturali, come i macroscopici problemi termico-impiantistici e di rispetto delle norme.
Ho fatto assemblee molto partecipate nel garage, fondato un Comitato e realizzato questo blog, per poi riempirlo di foto, video, considerazioni, testimonianze e documenti e smascherando tutti i tentativi (anche goffi) di occultare o minimizzare i problemi da parte del costruttore e della proprietà (non proprio dei pivellini).

Ti rendi conto contro chi ti sei messo ?” Mi hanno detto in tanti. “ Se tocchi la Legacoop in toscana… sei fottuto ”.
E sapevo anche di aver urtato contro la parte bianca, che non si era certo fatta mancare un boccone così prelibato.
Ti sei esposto parecchio… considerando anche dove lavori ” mi disse una volta un sindacalista (degli inquilini …sigh sigh).
Molte cose che mi sarebbero accadute, le potevo però anticipare, perchè avevo scoperto un altro tarlato come me, che a Padova aveva aperto un blog simile al mio.
Peccato che lui avesse mollato poco prima della mia folgorante scoperta. Ciao Giorgio.
Certo – è vero – mi ero esposto io e non il sindacalista e nemmeno i tanti altri che avrebbero dovuto farlo. Ma se non lo avessi fatto ?

Alloggio 8C - Piano III - Scala C

Appartamento 8C

Un imbianchino, mandatomi dalla cooperativa per rimbiancarmi le camere (primo flebile risultato delle lotte e denunce), mi confidò che gli era stato suggerito di non attaccare discorso con il sottoscritto, perchè avrebbe trovato uno che stava facendo la guerra al mondo delle cooperative. Un vero e proprio nemico.
Mi confidò queste ultime parole dopo essersi reso conto di chi aveva realmente davanti.
Questo tipo, nonostante avesse delle costole incrinate – così mi disse – per la caduta da una scala, e facesse fatica a respirare, era comunque lì, da me, a lavorare.
Invece di trovare un guerrafondaio, aveva trovato uno che lo aiutò il più possibile a finire il lavoro.
I MuffaBusters dell’impresa, armati di pistoloni spray caricati a muffastop, li avevo invece già sputtanati sul blog , così come feci con i meschini tentativi di addossare le colpe agli inquilini per poca areazione delle stanze, fino agli ettolitri di prodotti antimuffa con i quali si continuano comunque ancora oggi a ricoprire le pareti.
Mi viene da ridere pensando alla vernice vegetale atossica e alle altre chicche di bioedilizia che erano previste e con le quali lorsignori si sciacquano di continuo la bocca (anche ieri su Repubblica).
Se la salute delle persone è immolata sull’altare del profitto, figuriamoci la bioedilizia, il risparmio energetico ed il povero AMBIENTE – che scrivo in maiuscolo perchè ho avuto anche il vizio di gestire per 7 anni il sito internet dell’ambiente della Regione Toscana.

La rottura delle pompe nel gennaio 2011 - vai a vedere

Garages allagati per una delle tante rotture dell’autoclave

Ad un certo punto l’onda di questo blog ha rotto gli argini e – siccome non raccontavamo cazzate – hanno dovuto rabberciare qualcosa di più visibile e da dare in pasto ai giornali .
Eccoci finalmente a quel buffo intervento sulle facciate e all’improvviso risveglio della stampa, che uscì con roboanti titoli del tipo:
“ Svolta per gli interventi strutturali nelle abitazioni a canone agevolato …interviene il Comune – Firmato l’accordo con i costruttori ” e poi :
S.Lorenzo a Greve, un cappotto alle case ”e ancora: “ San Lorenzo a Greve – Via ai lavori anti-muffe ” .
Ci fosse stato un solo GIORNALISTA, dico uno, fra tutti quelli delle redazioni locali, che avesse avuto la libertà di porsi e proporre qualche dubbio, di fare qualche verifica, come ad esempio:
Perché un recentissimo intervento edilizio finanziato a costruttori privati con oltre 2 milioni di Euro dei nostri quattrini e ingenti sconti vari (ICI, opere urbanizzazione….) – si trova in quelle condizioni ?
Chiamarlo cappotto termico è un insulto a chi lavora per bene, tanto che da una parte sembra più una “maglietta all’ombelico” oppure un cartellone pubblicitario (trovata geniale) e da un’ altra un paio di calzini sghembi, oppure come qualcuno dice… dei rotoloni Sco-ttex.
Un intervento che – ci facevano sapere quei giornali – era stato concordato con il comune.
Ma cosa significa concordare… quando quello è l’ente che doveva controllare ?
E intanto il nostro comitato aspetta ancora una risposta ufficiale scritta da quel comune al nostro esposto del lontano  2010.
E la Regione Toscana, che ha concesso quegli oltre 2 milioni di finanziamenti ai costruttori, che cosa ha fatto?
Verifica del danno erariale ? Parte civile ? Avvocatura regionale ? Nulla di tutto ciò !
Almeno i primi tempi, quando assomigliava ancora parecchio allo Stato, trattava di sicuro meglio i propri dipendenti, assicurandosi infatti che avessero un tetto decente e che non fossero indigenti !
E pensare che nel mio stipendio ho avuto almeno 10 anni di trattenute per i cosiddetti fondi Gescal che dovevano servire proprio a quello scopo.
Fondi che sono invece finiti nelle mani dei peggiori speculatori !
E l’ASL ?
Che non è mai intervenuta e se l’è cavata con una insulsa letterina pur di non vedere ( e forse far chiudere la baracca) ?
Ci possiamo almeno fregiare del merito di aver lanciato la moda del cappottino. Oggi infatti la stampa ci dice che il nostro comune è tutto un prodigarsi nel concedere contributi o agevolazioni a chi installa cappotti termici.
Addirittura dalla finestra del mio ufficio ho visto in questi giorni che stanno mettendo il cappottino anche alle case popolari.

25/11/12- Gli esasperati inquilini di San Lorenzo a Greve ad una derivazione di fortuna in Via Tiziano

25/11/12- Gli esasperati inquilini di San Lorenzo a Greve ad una derivazione di fortuna in Via Tiziano

Un altro rischio assurdo che abbiamo dovuto subire è stato la mancanza continua di acqua potabile per i continui blocchi dell’autoclave: giorni e giorni senza un filo d’acqua.
Ecco un eloquente commento su questo blog di un inquilino disabile che è andato via:

Sono invalido al 75% e per curare la mia patologia faccio uso di farmaci salvavita, attenzione faccio notare la parola salvavita.
Questo farmaco potrei utilizzarlo in qualsiasi momento della giornata alle tre di giorno o alle tre di notte per renderti l’idea.
Mi inietto pertanto questo farmaco da solo in quanto giungere ad un pronto soccorso causerebbe un aggravamento delle mie condizioni in determinate circostanze.Per la preparazione di questo farmaco l’igiene e’ prioritaria. Se le mie mani non sono sufficientemente pulite i rischi che corro sono logicamente evidenti … (leggi la versione intera nell’eBook).

A luglio scorso, dopo essere rimasti, nuovamente ore e ore senz’acqua potabile – dopo l’ennesimo guasto all’autoclave – ho chiuso stavolta io – i rubinetti.
Non quelli dell’acqua, ma quelli del mio modestissimo conto bancario.
Dopo aver corrisposto in soli 5 anni di affitti ” calmierati ” – la cifra spropositata di 36.000 (trentaseimila) Euro, ho detto stop ! I miei pochi soldi non ingrasseranno più i vostri conti in Lussemburgo !

Sua Eccellenza vergherà su un foglio le mie gravi inadempienze contrattuali e mi condannerà a lasciar libero quanto prima l’alloggio da persone e cose …. .
Ho già in mente tutto: sarà lo “sfratto perfetto” , lo sfratto mai visto prima, lo sfratto sbattuto in diretta streaming passo-passo e in mondovisione sul nostro seguitissimo blog.
Poi ci aspetta un camper scassato, con un generatore di corrente, una chiavetta internet e poco altro.
Metterò in moto e ci lasceremo sbuffando alle spalle questa italietta di merda. Ricominceremo a vivere …
Non disperatevi però: continuerò infatti la mia battaglia da un luogo imprecisato….. il blog andrà avanti …tutti devono sapere. Voglio quello che mi spetta.
Qualcuno forse si dovrà preoccupare…perchè , lottando, come tanti oggigiorno per la sopravvivenza, sarò probabilmente più incazzato.
Vedrò da fuori – godendo come un matto – gli affanni elettorali di certi signori.
I miei figli sono due bravissimi ragazzi e si meritano decisamente qualcosa di meglio…

Mia moglie Lucia, perso il lavoro dopo 22 anni in una multinazionale americana ritenuta modello, sta ancora soffrendo per il lungo oblio della disoccupazione e non si merita certo questa ulteriore infamia.
Andremo verso Nord…
… quella scuoletta in Garfagnana potrebbe essere la nostra prima e ultima tappa in territorio nazionale.
Prima però monterò sul tetto di casa, come fece quel compagno assessore con i baffoni che denunciava la macelleria sociale.

(Leggi le mie ultime vane richieste all’attuale proprietà e altri  in questo calvario iniziato nell’estate 2008).

Riccardo Ciaccheri

 

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Situazione muffa ripresa il giorno 25/1/2014 (presto aggiornamento al 2015)

Ecco le foto degli altri appartamenti da me ripresi nel 2010

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[ The Florentine Social Housing Scandal ]

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