Bioedilizia ? Prrrrrrrrrrrrrr

A 4 anni dalla prima pubblicazione di questo post, continuiamo oggi a farci due risate con il famoso pernacchione del grande Albertone.
Ciò con la speranza di evocare invece un virtuoso processo a favore della consapevolezza e dell’uso della Bioedilizia e delle cosiddette Buone Pratiche nel nostro paese !

In realtà sarebbe già un bel risultato bloccare l’uso di materiali “impropri” .

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Fermiamo la truffa dell’affitto “agevolato” nel social housing fiorentino

Programma “Ventimila Alloggi in Affitto” – Intervento edilizio San Lorenzo a Greve – Firenze. Il bizzarro “cappotto” termico realizzato nel 2011 dopo l’esposto degli inquilini contro la muffa negli immobili. Ovviamente il cappotto, o meglio la maglietta all’ombelico, non funziona e rimarrà valido solo come una sorta di lapide ad ignominia !

A San Lorenzo a Greve (FI)  oltre DUE MILIONI  di fondi pubblici ai costruttori ( le solite Cooperative rosse e bianche ), ma:

  • ALLOGGI INSALUBRI a causa di condensa e muffa per macroscopici difetti costruttivi ancora irrisolti e probabilmente irrisolvibili ;

  • BEFFA TOTALE DELL’AFFITTO AGEVOLATO :
    • siamo in zona ultraperiferica e paghiamo secondo la fascia massima degli accordi territoriali (con abbattimento solo del 25%) ;
    • 650 Euro circa per 70 mq:  quasi 10 volte il canone delle case ERP a 50 m da noi e che hanno la stessa “qualità” , gli stessi materiali e gli stessi problemi;
    • Paghiamo l’ IVA sul canone e aumenti ISTAT illegittimi; l’IVA da sola equivale ad un intero canone delle case popolari (ERP) !
  • Inquilini selezionati con un bando del Comune di Firenze e finiti in un fondo immobiliare “religioso” con origini in LUSSEMBURGO !!!
  • Beffa totale della qualità (come ben vedete su questo blog): materiali e impianti scadenti, vizi costruttivi di tutti i tipi;

  • Beffa totale del risparmio energetico e della bio-edilizia :
    • manca tutto o quasi ciò che è stato sovvenzionato e che doveva tradursi in bollette più leggere per gli inquilini e TUTELA AMBIENTALE).

Guarda le foto ]

 

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3 incontri per Conoscere, Amare, Tutelare gli ALBERI

Riceviamo dagli amici del Comitato dei Cittadini e volentieri di seguito amplifichiamo la notizia di una interessante iniziativa sugli alberi presso la biblioteca del nostro quartiere:

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In collaborazione con :

COMITATO DEI CITTADINI QUARTIERE 4
ITALIA NOSTRA SEZ. FIRENZE

organizza:

2° Ciclo di 3 incontri per Conoscere, Amare, Tutelare gli ALBERI
(Primavera 2013)

Gli alberi sono un elemento fondamentale del patrimonio del verde urbano ed elemento essenziale e fondamentale della vivibilità nella città contemporanea.
Purtroppo lo sviluppo della città dell’era industriale ha contribuito a ingenerare l’idea che questi preziosi amici dell’uomo siano solo dei costi e delle fastidiose presenze.
Questo secondo ciclo di incontri che proponiamo dopo il primo della primavera 2011,azioni di racconto/descrizione e informazioni sugli alberi e sui riferimenti normativi di tutela, vuole contribuire a far crescere fra i cittadini una conoscenza/coscienza del mondo degli alberi come premessa fondamentale per riconoscere gli alberi come creature viventi e per accrescere l’interesse alla loro cura e alla loro tutela.

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Giovedì 11 aprile – ore 21.00
Un’ etnografia della vita sociale degli alberi a Firenze
con Sara Pajossin autrice di una interessante tesi di laurea su questo tema e Leonardo Rombai Università di Firenze e presidente sezione Firenze di Italia Nostra 

Giovedì 9 maggio – ore 21.00
La cura dei giardini storici
con Massimo de Vico Fallani architetto, storico e restauratore di giardini, e curatore dell’edizione italiana del volume di M. ROHDE, La cura dei giardini storici. Teoria e prassi, Firenze, Olschki, 2012 

Giovedì 13 giugno – ore 21.00
Per l’aggiornamento del regolamento del patrimonio arboreo del Comune di Firenze: alcune proposte
con Michele Marrani Romanelli dottore forestale, Paolo Basetti tecnico giardiniere di Boboli, Mario Bencivenni storico della tutela e dei giardini

[ bibliotecanova isolotto – Via Chiusi 4/3 A-Firenze ]

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Una nuova chiesa a San Lorenzo a Greve ?

Riceviamo le riflessioni di un residente di San Lorenzo a Greve, nonchè nostro co-inquilino, e di seguito volentieri le pubblichiamo:

Una nuova chiesa a San Lorenzo a Greve ?
Proprio l’ultimo dei miei pensieri

terreno_nuova_chiesa

Viuzzo della case nuove: La Coop e lo spazio “verde” (bruciato dal sole in estate) che sarà sacrificato per la nuova chiesa. Clicca per ingrandire

Sono arrivato a San Lorenzo a Greve nell’estate del 2008, senza esserci mai stato prima, se non di passaggio, in questo rione all’estrema periferia sud-ovest di Firenze.
Oggi infatti si trova con difficoltà un valido motivo per venirci di proposito a San Lorenzo a Greve, a meno che un amico non ti inviti per una partita a scopone, oppure non lo faccia una delle tante stazioni di benzina del luogo con qualche attraente coupon-sconto.
Non ci sono negozi lungo le vie, non c’è un mercato, un parrucchiere, un giardino degno di questo nome.
Non c’è gente che cammina per le strade, ma c’è invece tanta gente dentro le macchine in un unico serpentone che entra e che esce nell’enorme e dall’enorme piazzale asfaltato del centro commerciale COOP; specialmente il sabato e ora (sic sic) anche la domenica.
Il vecchio borgo storico lungo la via Pisana conserva ancora il suo antico fascino, con la sua antica chiesa che da appunto il nome al rione e con qualche botteghina che cerca ancora di sopravvivere.
Ma appena fatta una svolta a destra su Via Tiziano, lungo la nuova direttrice di “sviluppo” , il mondo cambia di brutto.
Si entra nel “fortino” delle cooperative edilizie; una specie di non-luogo dove s’è fatto man bassa di territorio a suon di varianti urbanistiche e quindi tanto cemento….e sempre a scapito di verde pubblico o attrezzature collettive.
Ma anche tanti mattoncini rossi emiliani a cercare improbabili variazioni architettoniche sul tema, in un susseguirsi di ameni condomini. Fatto salvo un moderno castello già in rovina (senza nemmeno aver subito attacchi a colpi di catapulta).
Anch’io, da sfrattato, sono finito in uno di questi ameni palazzi, grazie ad un bando pubblico per l’affitto calmierato.
La Regione mette un bel gruzzolo di fondi pubblici, il comune sceglie gli affittuari, le solite cooperative costruiscono e incassano affitti molto vicini a quelli di mercato .. e io intanto faccio sempre più fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Da quell’estate comincia il mio incubo e quello di molte altre famiglie:
al primo temporale estivo entra l’acqua dal tetto ed al primo freddo invernale gli appartamenti si riempiranno di muffa (e continueranno a farlo ancora oggi) ; rimaniamo poi senz’acqua per oltre 30 ore in un solo mese, in un turbinio di problemi di tutti i tipi.

I ridicoli spazi esterni di verde non vengono collaudati dal comune e nessuno fa manutenzione per molto tempo, ritrovandosi con l’erba alta fino ai  balconi e circondati da zone paludose (le cosiddette vasche di laminazione delle piogge).

Ci costituiamo in comitato, mettendo in mora il Sindaco di Firenze, che mai ci risponderà ufficialmente !!!

Da dicembre scorso la Cooperativa ci ha pure “cartolarizzato“, dandoci in dote ad un fondo immobiliare (etico ?).
Un fondo con origini in Lussemburgo, partecipato – e non sto scherzando – dai padri salesiani, dagli orionini e da potenti banche e fondazioni bancarie.
Come biglietto da visita proprio in questi giorni il nuovo etico(?) proprietario ci ha recapitato un bell’aumento del canone – ormai uguale a quelli di mercato – e una scheda a fini antiriciclaggio ed al sottoscritto pure una maldestra – pretestuosa e intimidatoria minaccia di risarcimento danni.

Ma non siamo noi quegli stessi inquilini…. persone fisiche… cittadini…. scelti con un bando comunale ?

Fra le tante domande antiriciclaggio, i padri salesiani (& Company) vogliono sapere da noi dove prendiamo i quattrini per pagargli l’affitto.
Ma non è che forse quella schedatura e quella richiesta danni andrebbe fatta esattamente al contrario:

– chi siete voi ?

– Dove vanno a finire i nostri sudati canoni di affitto ed i 2 milioni di euro della Regione (e quindi nostri) ?

– Quanti danni abbiamo già subito noi inquilini… altro che … ?

Oggi sappiamo che quel comune che si è completamente disinteressato di noi, permetterà alla Curia di costruire un’avveniristica chiesa (si parla di un progetto di Calatrava, archistar spagnola ) al posto dell’unico “giardino” di zona.
Un giardino costruito, insieme all’asilo nido, dalla Coop come opera urbanistica di compensazione a seguito dell’enorme cementificazione operata con il grande centro commerciale.
Uno spazio (meglio chiamarlo così) dal sapore, o meglio dall’aspetto, di opera incompiuta (e chissà se mai collaudata) e quindi poco vissuto dai residenti, ad eccezione di qualche amabile cagnolino e padrone al seguito.
Gioco facile quindi fare l’ennesima variante di zona e riempirla adesso di sacro-cemento, sebbene se fossi cattolico e praticante, avrei da scegliere fra ben tre chiese nel raggio di 700 metri. A meno che non mi serva andarci proprio con il carrello della spesa.
E intanto i lavori di adeguamento e messa a norma della vicinissima scuola dei miei figli ad opera del comune sono fermi da troppo tempo.
E intanto faccio sempre più fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.

Ecco perchè una nuova chiesa è proprio l’ultimo dei miei pensieri.

Ci vediamo il ventiquattro.

Riccardo

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Leggi anche:
Calatrava si mangia il parco ” (La Repubblica 3 febbr. 2013)

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Sogni: Gli eco quartieri europei: Hammarby Sjöstad, Stoccolma

(Articolo tratto da http://www.rinnovabili.it)

Se volete vedere come sarà la città del futuro, venite in Svezia, a sud di Stoccolma. In una vasta area di duecento ettari, a pochi minuti dal centro storico, che fino a pochi anni fa ospitava una zona di insediamento industriale, è sorto un elegante e modernissimo quartiere residenziale.
Qui, fra i giunchi delle acque dolci del lago Mälaren e il bosco di querce del parco di Sickla, il Comune di Stoccolma, con un progetto di dimensioni ciclopiche e avvalendosi delle più avanzate tecniche di costruzione, ha eretto Hammarby Sjöstad. “Sjöstad”, che letteralmente significa “città d’acqua”, deve il suo nome non solo al fatto trovarsi sulle rive del lago che bagna la capitale svedese, ma soprattutto perché l’acqua rappresenta la sua principale fonte energetica.
L’aspetto più affascinante di Hammarby Sjöstad, infatti, è l‘incredibile sforzo compiuto per ridurre al minimo l’impatto ambientale e rendere il quartiere autosufficiente dal punto di vista energetico grazie allo sfruttamento di fonti pulite e rinnovabili…. leggi tutto 

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Nuovo aumento dell’affitto “calmierato”

Con lettera datata 17/2/2012, la proprietà Affitto Firenze SpA, comunica agli inquilini il nuovo “aggiornamento” annuale del canone di affitto.
Per un appartamento di nemmeno 70 mq di  “edilizia sociale”,  si arriva quindi oggi a pagare  626,00 Euro (condominio incluso).

Facciamo finta di dimenticarci delle questioni etico-sociali-ambientali, della beffa del risparmio energetico e dell’effettiva classe energetica di questi edifici ed invochiamo semplicemente il Codice Civile:
il buon vecchio codice ci dice che, a causa delle condizioni in cui versano gli immobili, abbiamo diritto ad una riduzione del canone, nonchè al risarcimento danni,  altro che aumenti .

State sicuri che li otterremo !!

Ad ogni buon conto, rispolveriamo di seguito l’articolo pubblicato in occasione dell’aumento dello scorso anno.

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Firenze, 6 Marzo 2011

Nella lettera che abbiamo ricevuto in questi giorni, la proprietà ci comunica l’aumento dell’affitto , ricordandoci che lo stesso è previsto nei nostri contratti di locazione e anche che l’IVA è di legge.

Ma volete sapere come siamo arrivati a questi contratti e canoni d’affitto?

 Scopritelo —> QUI <—-

Per un alloggio di edilizia sociale di circa 70 metri quadri, nelle penose condizioni di fatto e con la qualità che avete visto in questo blog, s’arriva già oggi a pagare oltre 610 Euro al mese (compreso condominio) .
Considerando l’ingente sovvenzione pubblica per la costruzione, i vari e sostanziosi sconti ottenuti dal costruttore ( Ici, oneri di urbanizzazione e costruzione …) e la possibilità di poter costruire alloggi da vendere a libero mercato, già nel 2006 l’Unione Inquilini dichiarò che “di fatto con questi sostegni le imprese ottengono dei canoni mensili superiori del 25-30% del massimo della fascia.
Nel dettaglio: 47 mq valgono 550 euro, 63 mq 770 euro, 73 mq circa 900. Questo se ci si attesta sulla fascia B; con i massimali di fascia A i valori aumentano del 15% “.
Quindi un 63 metri quadri a San Lorenzo a Greve, potrebbe rendere effettivamente alla proprietà circa 880,00 Euro e così si sarebbe giunti alla redditività dell’affitto a canone libero.

Alla faccia dell’Housing Sociale e dell’affitto calmierato !!!

E per di più, l’odioso balzello dell’ IVA di legge (sull’edilizia sociale !!!!!) che la proprietà scarica, siccome non è stato scorporato a monte, così da rimanere nei canoni previsti, noi lo subiamo in pieno !!!
Paghiamo quindi mediamente solo per la componente Iva dai 35 ai 50 Euro/mese e ciò rappresenta più di quanto molti degli inquilini degli alloggi popolari, paghino per l’intero canone di affitto mensile.
Eppure, come abbiamo visto,  le nostre abitazioni presentano gli stessi problemi degli alloggi ERP ed anche la “qualità” è molto vicina a quella di quest’ultimi ( almeno dei pochi recentemente costruiti o ristrutturati ).
Anzi, si legge che il Comune di Firenze voglia addirittura abbattere e ricostruire alcuni alloggi popolari con tutti i crismi, compreso il risparmio energetico.
Non ci dimentichiamo certo nel nostro caso della beffa del risparmio energetico, dell’elevata inerzia termica e della bioedilizia , che doveva tradursi in bollette più leggere, minor impatto sull’ambiente e in abitazioni salubri e comfortevoli.
Basti pensare che al posto dei pannelli radianti ad elevata efficienza, ci ritroviamo invece ad avere termosifoni tradizionali con (addirittura) elementi radianti insufficienti (sia semplicemente per riscaldare, che per sfruttare almeno un po’  le caldaie a condensazione ) e che al posto delle vernici a base vegetale e minerale,  respiriamo vernici antimuffa, spray antimuffa e la muffa stessa.
Guardate a tal proposito il box qui a sinistra.

La beffa del risparmio energetico, dell’inerzia termica e della bioedilizia !!!
“… Noi qui di bioedilizia non s’ha una mazza …”

La stampa ci etichetta come quelli della fascia grigia, ma vediamo almeno di non farci ingrigire ancora di più con ulteriori vessazioni e riconquistiamo piuttosto quello che ci è dovuto, quello che abbiamo finanziato pagando le tasse.
Costi quel che costi !!!

Ricordiamoci  che molte famiglie, già assegnatarie del bando,  dovettero rinunciare a questi attesissimi alloggi a canone calmierato, perchè rispetto ai proclami iniziali del comune e della stampa, si resero amaramente conto che i canoni erano diventati in realtà per loro insostenibili. Tant’è che per questo motivo, la graduatoria dei bandi è scorsa fino a comprendere (buon per loro) diverse famiglie a punteggio zero.

Fa una certa impressione infine raffrontare la nostra situazione e condizione con quella degli affitti low cost di certi vip e/o amici degli amici di affittopoli (Montedomini, Pio Albergo Trivulzio, etc).
C’è di che indignarsi…anzi c’è di che incazzarsi !!!

Che razza di politica sociale, abitativa (e ambientale) è questa ?

Tutto normale ?

Tutto normale ?

Tutto normale ?

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Sindacati degli inquilini, se ci siete battete un colpo !
… oppure come diceva quel presidente, siete solo buoni a far tessere ?
… o forse è meglio aspettare il Big-Bang ?

Leggi anche:

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Vento fuori..vento dentro

Con le ventosissime giornate di questi giorni, riproponiamo volentieri un post del marzo scorso dal titolo : “Il Blower door test de noantri “. Buona visione.

Sembrerà incredibile ma, nelle giornate ventose, un deciso flusso d’aria entra nella camera da letto attraverso la presa elettrica a muro, arrivando persino (in un’altra prova) a spengere la fiamma di quell’accendino.
Per un’esperienza più coinvolgente, vi consigliamo di alzare il volume delle casse del vostro PC.
Invitiamo tutti gli inquilini a fare questo test (anche sulle finestre) e ad inviare i risultati al blog.
Se l’inglesismo risulta difficile da pronunciare e ricordare, chiameremo il nostro test in modo più casereccio, ovvero: La prova dell’accendino de Noantri 🙂

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