New water pumps’ failure. 50 families without running water

rubinetto

This morning at 10.15 a.m. a new failure of the building’s main water pumps

50 Florentine families of tenants are struggling with this problem, among other urgent sanitary issues (mold, toxic materials…) for 8 years !!

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[IT] Autoclave condominiale KO per l’ennesima volta dalle 10.15 di stamani !
50 famiglie senz’acqua corrente !
Le stesse 50 famiglie di inquilini che stanno combattendo contro questo problema, insieme ad altri preoccupanti problemi sanitari (muffa,materiali tossici…) da 8 anni !!

 

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Bisogni Primari… altro che Primarie

25/11/12- Gli esasperati inquilini di San Lorenzo a Greve ad una derivazione di fortuna in Via Tiziano, dopo che l’autoclave condominiale è andata di nuovo in blocco. Nessun problema di Publiacqua come vedete

Poichè il problema dell’approvvigionamento idrico – a causa di cronici problemi all’autoclave – è ancora attuale, come tutto il resto (muffa e altro) , ripubblichiamo oggi un vecchio post del 24 Novembre 2012 in pieno periodo si primarie

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SENZA ACQUA ancora e ancora e ancora !

24/11/2012, Anche oggi, nonostante sia stata sostituita la tubazione di aspirazione, le elettropompe sono andate in blocco per l’ennesima volta e siamo rimasti altre 4 ore senza acqua (dalle 13:00 alle 17:00), dopo le 18 ore del 1 novembre e tutti gli episodi precedenti (Aggiornamento: mancata l’acqua anche oggi 25/11 per altre 8 ore – dalle 14 alle 22 circa).
Ai consiglieri comunali che, proprio in questi giorni, ci hanno consigliato come votare alle primarie, abbiamo risposto:

Noi dobbiamo preoccuparci ancora dei bisogni primari… altro che delle primarie !!!

Siamo in emergenza: Abbiamo anziani e disabili e non c’è nemmeno un rubinetto condominiale nel piazzale o giardino dove potersi approvvigionare nella continua emergenza.

Comune di Firenze – che ci hai assegnato queste case – dove sei ? Che razza di edilizia sociale e’ questa ?
Siamo anche arrivati a pagare quasi fino a 700 euro al mese di affitto per quello che vedete su questo blog.

Lo stato delle elettropompe dell’autoclave condominiale, che vengono continuamente spurgate per la presenza di aria che le manda in blocco.
Questa non è certo ordinaria manutenzione o “caso fortuito” !

Aggiornamento: Manca l’acqua anche oggi 25 nov. dalle ore 14 . Ripristinata dopo ben 8 ore – alle 22,00 circa.

Solo nel mese di novembre abbiamo totalizzato ben 30 ore senza acqua: un vergognoso record assoluto !!!
Vi rendete conto cosa significhi trovarsi improvvisamente senz’acqua senza alcun preavviso e non sapere nemmeno quando tornerà ?

In un condominio normale crediamo non sia successa una roba simile nemmeno nell’arco di 50 anni…e poi l’amministratore di condominio sarebbe già stato crocifisso.
Già … ma il nostro amministratore condominiale dov’è ?
Provate a chiedere dalle parti del Consiglio Comunale.

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Di nuovo con il pisciolo: VERGOGNA !

Stamani , domenica 29 sett. , ci siamo svegliati nuovamente con un pisciolo d’acqua (aggiornamento. : è successo ancora sabato 19 ott. )

L’autoclave è fuori uso per l’ennesima volta !
VERGOGNA !!!

Nell’aspettare, incazzati come scimmie, che l’acqua ritorni regolare, ci aspettiamo anche che la Magistratura faccia quanto prima giustizia su questa vicenda e racconti finalmente a tutti come sono stati impiegati gli oltre 2 milioni (solo per San Lorenzo a Greve) di finanziamenti pubblici !
A occhio e croce, sembra che una bella fetta di quest’ultimi, sia finita nelle tasche di qualcuno.

La Procura ce lo notifichi però direttamente a noi, sia perchè siamo i primari portatori di interesse, sia perchè dalla stampa – su temi così “antipatici” – arrivano purtroppo solo piscioli  edulcorati d’informazione . Grazie.

Aggiornamento 30/9/2013: l’autoclave è stata rimessa in funzione oggi alle ore 16.00 circa, dopo ben 32 ore.

Aggiornamento sabato 19/10/2013: autoclave nuovamente fuori uso !!!!!

Aggiornamento domenica 29/12/2013: autoclave nuovamente fuori uso !!!!!

Aggiornamento venerdì 03/01/2014: autoclave nuovamente fuori uso !!!!!

[ Bisogni primari … ]

[ Tutti gli articoli sull’autoclave ]

[ il post sulle cosiddette “manomissioni” ]

[ I piscioli d’informazione della stampa ]

[ Altri piscioli d’informazione ]

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Se Caronte ti entra in salotto … l’ebbrezza dei 32° indoor

Visto che Caronte è arrivato – purtroppo – anche quest’anno, riportiamo in evidenza un articolo dell’anno scorso.
Con l’occasione Invitiamo a farci visita il caro Sindaco, gli amministratori cittadini, quelli regionali, nonchè i padri salesiani e gli orionini – ora proprietari di queste belle casette – costruite con i nostri soldi.

Vi faremo  provare l’ebbrezza dei 32 gradi indoor !

Con affitti di oltre 600 Euro al mese  – che finiscono pure in Lussemburgo – non possiamo certo permetterci molte ferie, quindi qualcuno di noi lo troverete sicuramente tutta l’estate ( malori permettendo ).

Segue l’articolo del 1 luglio 2012:

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E’ arrivato Caronte l’anticiclone africano e, nonostante avessimo chiuso bene le nostre ” finestre a taglio termico ” , proprio per evitare l’effetto phon, egli è entrato nei nostri salotti, dove alle 16.30 abbiamo registrato ben 32° C.

Non pare se la passino meglio i nostri “cugini” di Via della Sala a Quaracchi.
Così ci scrive infatti il carissimo Antonio:

La maggior parte delle nostre case supera, nel dopo pranzo i 35 gradi . Ormai molti di noi sono già schiantati.
TENDAGGI, CONDIZIONATORI servono solo ad aumentare le spese. infatti non è possibile stemperare  le pareti, quindi si va poco lontano.
35 gradi non è una battuta, le pareti delle case sul cortile interno, dall’una in poi sono in pieno  colpite dal sole.
Come già sai presentai il problema al tecnico (venne per visionare le strutture oltre un anno fa) aveva preso  appunti , chissà dove sono finiti. Aspettavo notizie …NIENTE
Caronte tornerà per traghettare le nostre pulite anime, quelle sudice invece bruceranno direttamente all’inferno 🙂
Leggi anche : ” Fa più caldo dentro che fuori
matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi matteo renzi
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STOP agli AntiMuffa

Aggiorniamo oggi un vecchio articolo del 12 gennaio 2010 sul problema della formazione di muffa negli appartamenti, tutt’oggi irrisolto e anzi aggravatosi,
La nuova proprietà, così come la vecchia, insiste per sua ovvia convenienza, con i trattamenti antimuffa, che non risolvono il problema alla radice, ma che servono solo per occultarlo ed allontanarne la soluzione nel tempo.
Oggi si minacciano addirittura azioni legali nei confronti degli inquilini che rifiutano gli inutili “trattamenti” e pretendono invece l’eliminazione dei vizi costruttivi. 

La formazione di muffa non si elimina con  i “trattamenti antimuffa“.

Bisogna che i vizi costruttivi siano giudizialmente acclarati e che ne sia imposta l’eliminazione (se possibile) e/o riconosciuti i danni agli inquilini.

E’ fondamentale quindi fotografare nuovamente tutti i punti di muffa, così come abbiamo fatto negli inverni scorsi con  > queste FOTO <

E’ già il quinto inverno che la muffa ritorna e la situazione peggiora di anno in anno

! Non facciamoci ingannare di nuovo !

Non dimentichiamoci infatti che, grazie alle nostre proteste, la precedente proprietà è stata costretta a realizzare un “cappotto” termico parziale, sebbene sia risultato inefficace vedi le foto  mettendo quindi in luce quei gravi vizi costruttivi che avevamo ipotizzato.

Ri-svegliamoci !!!

Se un cappotto di 6 centimetri di spessore non è servito a nulla…. a cosa serviranno mai pochi millimetri di vernice termica ?

  il silenzio è colpevole e va a discapito di tutti

Uniti e solidali otterremo prima o poi giustizia (qualche risultato l’abbiamo già ottenuto o no ?) e poi non abbiamo niente da perdere e tanto da guadagnare in salute, comfort delle “nostre” case e minori spese di riscaldamento/condizionamento.

Scrivi a: slorenzoagreve@gmail.com

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Alfabeto tecnico della cacca

Lo sapevate che queste simpatiche letterine devono viaggiare nelle tubazioni orizzontali di scarico – collocate nei soffitti dei nostri garage –  ad una velocità di almeno 0,5 m/sec e con diametri delle tubazioni adeguate ?
Altrimenti si avranno soste indesiderate, incrostazioni e poi…. che succede ?
Chiedetelo al nostro coinquilino Oliviero del piano terra :-).
>Un’altra nozione tecnica che potrebbe interessare ad Oliviero – è la “ventilazione”  , delle reti di scarico, come spiegato sotto nell’angolo della tecnica inaugurato giusto oggi.

Quindi, se vogliamo bene ad Oliviero, diamo una bella spinta alle nostre letterine al momento dell’emissione.

Invece una nozione economica – che dovrebbe interessare tutti – è la spesa degli spurghi:
circa 5000 Euro nel 2011 solo per la scala D.
Moltiplicando tale cospicua cifra per 4 (scale) si ottiene la bellezza di circa 20.000 Euro/anno.
Un gran business !!!  specialmente di questi tempi.
Praticamente spurghiamo continuamente i collettori e non le fosse, oltre agli scannafossi. Tanto che la ditta pare abbia preso sede fissa da noi.

L’angolo della tecnica:

Sono definiti collettori di scarico le parti di impianto di scarico a sviluppo sub-orizzontale sulle quali si inseriscono le colonne di scarico che raccolgono le acque usate.
Sono installate spesso a vista all’interno dell’edificio (per esempio sul soffitto dei garage).
In fase progettuale di dimensionamento debbono essere garantite velocità superiori a 0,5 m/s, al fine di impedire la formazione di possibili incrostazioni, e quindi proprio per questa ragione occorre garantire valori di pendenza idonei.
La normativa UNI EN 12056-2 indica che in fase di progetto sia opportuno utilizzare la formula di Colebrook -White.
Le reti di scarico devono essere “ventilate”  per evitare che in esse si formino eccessive differenze di pressione.
Il risultato si ottiene  mettendo in diretta comunicazione con l’esterno le colonne di scarico  mediante il loro prolungamento fino al tetto.
In assenza ,o insufficiente  “ventilazione” , il liquame di scarico entro la colonna non riesce a muoversi verso il basso in modo corretto in quanto si crea un’eccessiva compressione dell’aria sotto il liquame, accompagnata da una depressione al di sopra dello stesso, con conseguente “sifonaggio”  degli apparecchi sanitari.
Se la sovrappressione è eccessiva i liquami scaricati dai piani superiori possono rigurgitare (“sifonaggio” in compressione) attraverso i sifoni gli apparecchi sanitari sottostanti che si trovano trovano nella zona in “pressione” .
Se la depressione è eccessiva i sifonl degli apparecchi sanitari si svuotano  (“sifonaggio” in aspirazione) facendo mancare i “tappi idraulici” che impediscono  la diffusione dei gas e dei germi che si sviluppano nella rete.
Il sifonaggio in aspirazione può verificarsi anche se l’apparecchio sanitario è eccessivamente lontano dalla colonna di scarico.

L’angolo della burla o del furbetto
… Fateci vedere il “corpo del reato”

scarichi

il cappottino alla muffa gli fa una pippa !

BASTA MUFFA e PROBLEMI VARI !!!

Che siano fatte verifiche serie una volta per tutte e riconosciuti i danni agli inquilini, a partire dall’abbattimento del canone !

8/12/2012 – A distanza di quasi un anno, siamo di nuovo costretti ad aggiornare questo post pubblicato il 25/1/2012, per confermare che i problemi della muffa non sono stati affatto risolti con la sola cappottatura parziale realizzata nel febbraio 2011, nè lo potranno essere con semplici trattamenti antimuffa, così come tenta nuovamente di persuaderci la proprietà ( molti inquilini ci sono purtroppo cascati o non potevano fare altrimenti ).
Sotto vedrete le foto dello stato attuale, che fa prefigurare una situazione addirittura peggiore degli anni scorsi.
La cosa incredibile è che la proprietà,  dopo averci pure lasciato 30 ore senz’acqua potabile (e questo solo nel mese di novembre) per l’ennesimo problema all’autoclave condominiale, pretende anche pagamenti del lauto canone di affitto nei tempi contrattuali.
Queste case ci sono state assegnate dal Comune di Firenze ed i costruttori hanno goduto di oltre 2 milioni di Euro di finanziamento pubblico della Regione Toscana e di altri sconti vari.
Pretendiamo che i suddetti enti si facciano comunque garanti della qualità degli immobili e che tutelino inquilini e bene pubblico, nonostante – in relazione alla nostra vicenda – nutriamo forti perplessità sulla loro condotta, a partire proprio dalla mancata risposta del Sindaco di Firenze Matteo Renzi .

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Così commenta in questi giorni la mamma dell’appartamento sopra:

Ieri sera mentre davo la buonanotte ai miei figli , mi sono sentita chiedere da loro “Mamma ma questa muffa in camerina non ci fa male ? “
Mi si è strinto il cuore perché so bene che la muffa fa male e non potevo certo dirgli una bugia, ma nello stesso tempo non volevo metterli in una stato di grave agitazione.
I miei figli non sono due bambini piccoli, hanno 13 e 14 anni perciò , oramai da tempo , hanno capito la gravità della situazione delle nostre case e vivono insieme a noi l’ansia di sapere che stiamo vivendo una grande ingiustizia !! Sono veramente incazzata stamani e pensare che dobbiamo mettere in pericolo la nostra salute perché chi doveva controllare non lo ha fatto e non perché distratto… mi fa andare il sangue alla testa !!!
Quando poi penso che oltre a tutto ciò ci costringono anche a vivere in miseria perché ogni mese dobbiamo pagare un affitto, che sarebbe spropositato anche se le case fossero state costruite con tutti “i crismi “, ma che lo è ancora di più nella nostra situazione ,allora mi dico che dovremmo smettere veramente di pagare fino al ripristino di tutto ciò che non va in queste case .

25/1/2012 – Come purtroppo temevamo ( e da sempre noto agli addetti ai lavori ), è bastato il primo vero freddo invernale a mettere in evidenza i limiti della cappottatura realizzata frettolosamente nel febbraio 2011.
Le zone critiche non coperte, infatti, si stanno velocemente ripopolando di muffa , tanto che è facile ipotizzare l’imminente ritorno alla medesima  incresciosa situazione già nota a tutti, viste anche le previsioni di freddo più intenso per i prossimi giorni.
Di seguito alcune foto esemplificative riprese il 21/1/12  (aggiornate al 4/2) all’interno della camera di due adolescenti dell’appartamento 17 -D  (ultimo piano) .
Pare piuttosto evidente l’effetto del ponte termico generato dall’aggetto di gronda , nonchè dalla copertura in cemento armato  .
La stessa INSALUBRE SITUAZIONE si ripresenta in corrispondenza degli altri ponti termici non corretti ( pilastri , mazzette delle finestre, comprese le soglie  ), ma ormai ovunque sulle murature.

Emblematico, nei commenti qui sotto, quello dell’inquilino dell’appartamento 18-D (ultimo piano) :

” Idem con patate…… In camera dei bambini dalla parte con cappotto….. ariMuffa!!!!
Evvia Evvia.,..
Attorno alla finestra molto pegggio di prima,.!!!

….. (continua nei commenti)

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AGGIORNAMENTO 25/1/2014: i ponti termici non sono più presunti, ma acclarati dal fatto che la proprietà è stata costretta a realizzare un cappotto termico (sebbene a macchia di leopardo) nel febbraio 2011.
Cappotto che 
– laddove c’è – nemmeno funziona, perchè la muffa si sta riformando anche nelle zone “cappottate”.

Ma il problema è ancora più grave perchè non si tratta di soli  ponti termici, perchè negli anni la muffa sta proliferando in grande quantità ovunque nelle murature esterne e ora anche interne, facendo ipotizzare l’impiego di materiali del tutto inadeguati.
Servirebbe urgentemente un carotaggio e conseguente analisi chimico-fisica e anche tossicologica dei materiali impiegati.
Carotaggio richiesto per le vie ufficiali, promessoci solo a parole dal Comune, ma mai realizzato.

Anzi con molta probabilità, puntando sui ponti termici, abbiamo involontariamente distolto l’attenzione su altri gravi problemi e fornito una “facile” soluzione al costruttore. Ed ecco quel ridicolo “cappotto termico” che nessun serio professionista, si sarebbe mai spinto a realizzare, ma di cui i giornali avrebbero comunque parlato come panacea di tutti i mali. Così infatti è stato.

Riflettete anche sul fatto che, con questo strano “cappotto” questi fabbricati sono stati “stravolti” da un punto di vista architettonico con una disarmante semplicità. Ma pensate invece sei voi volete aprire una finestra, cosa dovete fare.
Ovviamente il tutto perchè le istituzioni sono state assenti e comunque non certo dalla nostra parte.

 

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