Post evergreen : “L’Elenco”

Ripubblico oggi un vecchio post che scrissi il 3 dicembre 2010 dopo la trasmissione televisiva dal titolo “Vieni via con me“.
Vieni via con me è stato un programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano, trasmesso su Rai 3 in quattro puntate dall’8 al 29 novembre 2010.
Durante le quattro serate, i due conduttori insieme a diversi ospiti, hanno trattato ed analizzato alcuni problemi politici, sociali e culturali dell’Italia.
Lo svolgimento delle puntate seguiva uno schema molto preciso, «simmetrico e geometrico» consistente in una serie di “elenchi” letti dai due presentatori, Fabio Fazio e Roberto Saviano, e dai loro ospiti, con lo scopo di mettere in evidenza le problematiche affrontate attraverso la semplice menzione di una serie di dati reali e oggettivi.
Alla lettura degli elenchi si alternano vari artisti (musicali e non) le cui performance sono collegate al tema.

Anch’io scrissi il mio elenco : proprio quello che trovate qui di seguito e che è ancora oggi – purtroppo – drammaticamente attuale.

Buona lettura (a voce alta)

 

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Elenco (ancora aperto) delle cose che mi stanno preoccupando molto
Legge: il Comitato Inquilini Ventimila Alloggi in Affitto

  • Le “istituzioni” che non rispondono alle richieste scritte dei cittadini;
  • Le patologie edilizie;
  • Le “istituzioni” che parlano attraverso i giornali;
  • Le spore fungine in giro per la casa;
  • Le “istituzioni” che accusano i cittadini di fare solo polemica e li chiamano ” qualcuno ” ;
  • Le “istituzioni” che fanno scrivere ai giornali:  ” si invitano i residenti a rivolgersi direttamente al nostro assessorato ” ;
  • Le “istituzioni” che ti cercano solo per telefono e anche con una certa insistenza;
  • Le “istituzioni” che a voce ti dicono:  ” noi avevamo mandato dei segnali
  • La muffa che ho visto nelle camere di molti bambini e sapere che questo avviene per il terzo inverno consecutivo;
  • Il constatare come sono stati impiegati oltre 2 milioni di Euro di fondi pubblici;
  • il sapere che dalla mia busta paga sono stati detratti i cosiddetti Fondi Gescal (Gestione per Case Lavoratori) per quasi 10 anni;
  • Il non poter rispondere ai perchè dei miei figli;
  • La nostra salute;
  • La salute dell’ambiente;
  • Quando in ufficio, altre “istituzioni” ti cambiano di stanza 5 volte in un solo anno e ti mobbizzano;
  • La crisi dell’edilizia;
  • Le “istituzioni” che affrontano la crisi dell’edilizia;
  • Le città messe in crisi dalla crisi dell’edilizia;
  • Le famiglie messe in crisi dalla crisi dell’edilizia;
  • Le “istituzioni” che non affrontano le famiglie in crisi;
  • Le cooperative che hanno rinnegato i loro valori;
  • Il capitalismo dal volto buono;
  • il vero volto dell’housing sociale;
  • l’IVA sull’affitto;
  • I SUV senz’ IVA;
  • I compagni (che eravamo)
  • Quel film che ho già visto …

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Houston we have a problem

apollo_13_filtered

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Florence citizen: ” Hey, Houston, we’ve had a problem here… ”
Flight Engineer: ” Say again please ? ”
Citizen … “Ah, Houston, we’ve had a problem… The Mayor of Florence took off for Rome and dropped  us alone to cope with our problems ”
Flight Engineer : ” Where is your mayor now 
Citizen: ” he just landed in Rome as Prime Minister
Flight Engineer: ” Oh man… God bless you

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Apollo 13 è stata una missione spaziale statunitense, parte del programma Apollo. Doveva essere la terza missione a sbarcare sulla Luna dopo quelle di Apollo 11 e Apollo 12, ma è diventata celebre per il guasto che impedì l’allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra (estratto da Wikipedia) …..Leggi tutto

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#matteononstiamosereni

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Fissata oggi l’udienza dello Sfratto Perfetto

vai al fascicolo pubblico

Oggi il Tribunale di Firenze ha designato il giudice e fissato la prima udienza dello Sfratto Perfetto al giorno :

18 Marzo 2014 ore 10,00

Consulta il  > fascicolo pubblico n. 2014/00001478 <

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Lo sfratto perfetto: scandalo nel social housing fiorentinoFlorentine Social Housing Scandal

Aggiornamento 2016: Dopo alcune indagini sui materiali da costruzione si evidenzia come la situazione sia estremamente più grave di quanto già descritto di seguito in questo racconto.

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 A Lucia, Tommy e Ale,
che mi danno una forza immensa

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Laggi l'eBook

Leggi il racconto in formato ebook

Sua Eccellenza certamente mi sfratterà.
Sfratterà una famiglia – la mia – che è già stata sotto sfratto (per finita locazione) 5 anni fa – e che si era aggrappata a quei bandi per l’affitto calmierato del Comune di Firenze.
Nell’estate del 2008, i titoli dei giornali così li osannavano, dopo la cerimonia di consegna simbolica delle chiavi agli inquilini in Palazzo Vecchio:
…appartamenti affittati a canone super scontato grazie al Programma sperimentale nazionale Ventimila alloggi in affitto”; “Un intervento di qualità che dà una risposta a 369 famiglie”.
Si tratta di un’esperienza pilota a livello nazionale, che testimonia i risultati che si possono ottenere grazie alla sinergia tra il pubblico e i privati attenti e lungimiranti” .

Bandi mai usciti prima e riservati alla cosiddetta fascia grigia, ovvero i troppo ricchi per gli alloggi popolari , ma invece troppo poveri per il mercato dell’affitto privato.
Non tutti però sembravano d’accordo, anche considerando che questi bandi avrebbero fatto da apripista al cosiddetto Social Housing. E che invece sul fronte della (vera) edilizia pubblica era tutto fermo da anni.
I sindacati degli inquilini infatti denunciavano: “… il canone arriva al massimo consentito dalle disposizioni regionali con il minimo della riduzione. Tutto questo senza alcun accordo con i sindacati … “ e ancora “ Abbiamo assistito in alcune riunioni consultive ad un fuoco di sbarramento nei confronti di qualsiasi “riduzione” dei massimali dei canoni previsti dagli accordi territoriali ex legge 431/98 “.

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Appartamento 17D – camera matrimoniale -15 Gennaio 2014

E poi: “ I canoni di locazione sono molto superiori a quelli concordati in altri protocolli: ad esempio a Siena il protocollo d’intesa con la Fondazione Monte dei Paschi prevede la realizzazione di 1200 alloggi ad canone mensile di 4 euro a mq “.
E , dulcis in fundo: “L’IVA doveva essere posta a carico dei c.d. operatori economici, già ampiamente remunerati e soddisfatti, e non sulla povera gente”.
Un altro sindacato aveva addirittura scritto una lettera a tutti gli assegnatari, mettendoli in guardia su una serie di subdole clausole vessatorie inserite negli stipulandi contratti di affitto.
Peccato poi che tutte queste preoccupazioni si siano rivelate solo un escamotage acchiappa-tessere, senza un’ effettiva assistenza dopo i futuri gravi fatti subiti dagli inquilini.
Anche i consiglieri comunali (amici ?) dell’opposizione avevano sbraitato molto, salvo poi sparire quando le faccende si fecero più circostanziate.
Mi dicono che a quel giudice non importerà un bel niente se io abbia inconsapevolmente firmato un contratto d’affitto per un immobile senza certificato di agibilità e poi rischiato la >> mia salute e quella della mia famiglia << clicca.
Un immobile costruito con fondi pubblici della Regione Toscana e con tutti quei macroscopici difetti e vizi costruttivi mostrati su questo blog .
Sarò io – pensate un po’ – che avrò commesso le violazioni contrattuali più gravi.
Ho un diploma di geometra ormai un po’ datato, lavoro da 25 anni in Regione Toscana, dove – per i primi anni della mia “carriera” – mi sono occupato di prevenzione del rischio sismico.
La cosiddetta gavetta l’ho fatta in Garfagnana per un anno intero, passando le mie giornate a rilevare la vulnerabilità sismica di tanti paesi arroccati sui monti.
Si vede che anche da giovane non dovevo avere molta fortuna con la casa. In quell’anno abitai infatti in una piccola scuola dismessa, senza riscaldamento, ma con vista lago .
La nostra mission – come si direbbe oggi – era quella di valutare le condizioni di case, scuole e altri edifici pubblici, affinchè la nostra Regione – già allora all’avanguardia su questi temi – potesse poi attuare programmi di adeguamento della sicurezza .

Rischio, Sicurezza, Salute : un “tarlo” nel cervello che mi porterò dietro da allora.

 appart. 17DAlloggio 17D - Piano V - Scala D
 appart. 8BAlloggio 8C - Piano III - Scala C
 appart. 18DAlloggio 18D - Piano V - Scala D
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Il “buffo” “cappotto termico” realizzato nel febbraio 2011 dopo le proteste degli inquilini. Secondo voi funziona ?

Mi ricordo di aver sentito dire – durante i corsi di aggiornamento a lavoro – che la salubrità degli ambienti lavorativi era un argomento molto serio e che infatti in presenza di muffa, venivano chiusi interi reparti produttivi delle aziende. E comunque i lavoratori esposti correvano rischi non di poco conto.
Quella casette della Garfagnana erano molto vecchie ed in zona ad elevata sismicità, quindi soggette (per loro natura) a maggior rischio.
Cosa poter dire invece per quei palazzoni fiorentini nuovi di pacca, che dovrebbero soltanto essere abitati, assicurando in generale rischi bassissimi e che invece presentano rischi imponderabili perchè originariamente insalubri ?
Ma in un paese civile, la salubrità degli ambienti domestici non dovrebbe essere data per scontata e comunque accertata ?
Dopo aver visto tutta quella muffa che – già dal primo inverno – aveva colonizzato la camera dei miei figli e poi le altre stanze, misi subito in guardia tutti gli inquilini con un volantino affisso ai portoni , iniziando a studiare la situazione e facendo i primi sopralluoghi negli appartamenti.
Mi conquistai un po’ di fiducia e gli inquilini, fino a poco prima diffidenti e titubanti, cominciarono a spuntare come i funghetti dopo una giornata di pioggia (salvo poi nascondersi di nuovo).
Sandra, agguerrita compagna di lotte (fino ad un certo punto), mi mostrò la cameretta dove vivevano i suoi due figli.
Il maggiore era appena finito al vicino ospedale in piena crisi respiratoria e l’altro si era ricoperto di bolle.
Riccardo vieni presto a fare le foto…perchè io devo spruzzare…, dopo sennò non si vede più nulla .. “ mi dice la Sandra al telefono.
Una volta che ho immortalato la scena, la signora si mette tuta intera, mascherina e comincia a spruzzare il prodotto antimuffa in grande quantità, visto l’esercito di spore da annientare.
E’ una donna simpatica, risoluta e forte; temprata com’è da una troppo precoce vedovanza e da anni di lavoro in fabbrica. Non si scoraggia certo con queste cose la nostra Sandra.
Quando nei giorni a seguire ritorno da lei a prendere un caffè, mi mostra, quasi orgogliosa, la cameretta dei suoi figli che è ritornata bianca.
Lo faccio per due-tre volte ogni inverno” mi dice.
Dopo aver fatto la spruzzatura mi racconta però di non sentirsi tanto bene nemmeno lei.
E come non ricordare Maria… la olandese, antesignana degli sfrattati.
Il suo senso civico nordico la mise subito in prima fila. Non ci stava Maria, già malata com’era, a dover respirare tutta quella merda e venne insieme a noi – con gli striscioni – quella domenica di San Valentino, quando inaugurarono la tramvia, per poi essere eletta vicepresidente di un comitato nato in quel periodo.
La prima volta che la vidi – era un giorno di agosto del 2008 – ed eravamo appena arrivati. La trovai giù nel piazzale con un apparecchietto per l’areosol in mano (pensate che sculo 🙂 e col suo incerto italiano, che mi diceva “ E-nel… E-nel… E-nel ”.
Doveva attaccare quel coso alla corrente per fare la sua terapia, ma in casa non aveva la corrente.
Ma non era colpa dell’ENEL… e Maria se ne sarebbe resa amaramente conto più tardi.
Poi – dopo aver perso il lavoro – con un figlio da mantenere ed un affitto che di calmierato non ha mai avuto proprio nulla, è tornata nella sua Olanda, dove almeno lo Stato non ti lascia per strada e dove, nonostante un clima atmosferico più freddo ed umidiccio del nostro, le case non si riempiono di muffa.
Presto ho dovuto fare i conti con un’ imbarazzante inerzia delle cosiddette istituzioni e, da semplice cittadino (con qualche conoscenza tecnica in più), mi sono trovato incredibilmente a doverle sostituire.
In quel video sul blog si vede Maria che non si capacita e scuote la testa, insieme al suo cartellone di protesta.
Poi ho continuato ad informare e sensibilizzare gli altri co-inquilini sulla serietà dei problemi riscontrati, quando invece troppi cercavano di sminuirli, se non addirittura di occultarli.
Ho effettuato io quei sopralluoghi che spettavano agli enti, visitando almeno 20 abitazioni.
Ho scattato e confrontato oltre >> 100 FOTOGRAFIE << con la scorta delle planimetrie di tutti gli appartamenti; ho consultato tecnici esperti e docenti universitari.
C’è voluto poco a far emergere sconcertanti vizi strutturali, come i macroscopici problemi termico-impiantistici e di rispetto delle norme.
Ho fatto assemblee molto partecipate nel garage, fondato un Comitato e realizzato questo blog, per poi riempirlo di foto, video, considerazioni, testimonianze e documenti e smascherando tutti i tentativi (anche goffi) di occultare o minimizzare i problemi da parte del costruttore e della proprietà (non proprio dei pivellini).

Ti rendi conto contro chi ti sei messo ?” Mi hanno detto in tanti. “ Se tocchi la Legacoop in toscana… sei fottuto ”.
E sapevo anche di aver urtato contro la parte bianca, che non si era certo fatta mancare un boccone così prelibato.
Ti sei esposto parecchio… considerando anche dove lavori ” mi disse una volta un sindacalista (degli inquilini …sigh sigh).
Molte cose che mi sarebbero accadute, le potevo però anticipare, perchè avevo scoperto un altro tarlato come me, che a Padova aveva aperto un blog simile al mio.
Peccato che lui avesse mollato poco prima della mia folgorante scoperta. Ciao Giorgio.
Certo – è vero – mi ero esposto io e non il sindacalista e nemmeno i tanti altri che avrebbero dovuto farlo. Ma se non lo avessi fatto ?

Alloggio 8C - Piano III - Scala C

Appartamento 8C

Un imbianchino, mandatomi dalla cooperativa per rimbiancarmi le camere (primo flebile risultato delle lotte e denunce), mi confidò che gli era stato suggerito di non attaccare discorso con il sottoscritto, perchè avrebbe trovato uno che stava facendo la guerra al mondo delle cooperative. Un vero e proprio nemico.
Mi confidò queste ultime parole dopo essersi reso conto di chi aveva realmente davanti.
Questo tipo, nonostante avesse delle costole incrinate – così mi disse – per la caduta da una scala, e facesse fatica a respirare, era comunque lì, da me, a lavorare.
Invece di trovare un guerrafondaio, aveva trovato uno che lo aiutò il più possibile a finire il lavoro.
I MuffaBusters dell’impresa, armati di pistoloni spray caricati a muffastop, li avevo invece già sputtanati sul blog , così come feci con i meschini tentativi di addossare le colpe agli inquilini per poca areazione delle stanze, fino agli ettolitri di prodotti antimuffa con i quali si continuano comunque ancora oggi a ricoprire le pareti.
Mi viene da ridere pensando alla vernice vegetale atossica e alle altre chicche di bioedilizia che erano previste e con le quali lorsignori si sciacquano di continuo la bocca (anche ieri su Repubblica).
Se la salute delle persone è immolata sull’altare del profitto, figuriamoci la bioedilizia, il risparmio energetico ed il povero AMBIENTE – che scrivo in maiuscolo perchè ho avuto anche il vizio di gestire per 7 anni il sito internet dell’ambiente della Regione Toscana.

La rottura delle pompe nel gennaio 2011 - vai a vedere

Garages allagati per una delle tante rotture dell’autoclave

Ad un certo punto l’onda di questo blog ha rotto gli argini e – siccome non raccontavamo cazzate – hanno dovuto rabberciare qualcosa di più visibile e da dare in pasto ai giornali .
Eccoci finalmente a quel buffo intervento sulle facciate e all’improvviso risveglio della stampa, che uscì con roboanti titoli del tipo:
“ Svolta per gli interventi strutturali nelle abitazioni a canone agevolato …interviene il Comune – Firmato l’accordo con i costruttori ” e poi :
S.Lorenzo a Greve, un cappotto alle case ”e ancora: “ San Lorenzo a Greve – Via ai lavori anti-muffe ” .
Ci fosse stato un solo GIORNALISTA, dico uno, fra tutti quelli delle redazioni locali, che avesse avuto la libertà di porsi e proporre qualche dubbio, di fare qualche verifica, come ad esempio:
Perché un recentissimo intervento edilizio finanziato a costruttori privati con oltre 2 milioni di Euro dei nostri quattrini e ingenti sconti vari (ICI, opere urbanizzazione….) – si trova in quelle condizioni ?
Chiamarlo cappotto termico è un insulto a chi lavora per bene, tanto che da una parte sembra più una “maglietta all’ombelico” oppure un cartellone pubblicitario (trovata geniale) e da un’ altra un paio di calzini sghembi, oppure come qualcuno dice… dei rotoloni Sco-ttex.
Un intervento che – ci facevano sapere quei giornali – era stato concordato con il comune.
Ma cosa significa concordare… quando quello è l’ente che doveva controllare ?
E intanto il nostro comitato aspetta ancora una risposta ufficiale scritta da quel comune al nostro esposto del lontano  2010.
E la Regione Toscana, che ha concesso quegli oltre 2 milioni di finanziamenti ai costruttori, che cosa ha fatto?
Verifica del danno erariale ? Parte civile ? Avvocatura regionale ? Nulla di tutto ciò !
Almeno i primi tempi, quando assomigliava ancora parecchio allo Stato, trattava di sicuro meglio i propri dipendenti, assicurandosi infatti che avessero un tetto decente e che non fossero indigenti !
E pensare che nel mio stipendio ho avuto almeno 10 anni di trattenute per i cosiddetti fondi Gescal che dovevano servire proprio a quello scopo.
Fondi che sono invece finiti nelle mani dei peggiori speculatori !
E l’ASL ?
Che non è mai intervenuta e se l’è cavata con una insulsa letterina pur di non vedere ( e forse far chiudere la baracca) ?
Ci possiamo almeno fregiare del merito di aver lanciato la moda del cappottino. Oggi infatti la stampa ci dice che il nostro comune è tutto un prodigarsi nel concedere contributi o agevolazioni a chi installa cappotti termici.
Addirittura dalla finestra del mio ufficio ho visto in questi giorni che stanno mettendo il cappottino anche alle case popolari.

25/11/12- Gli esasperati inquilini di San Lorenzo a Greve ad una derivazione di fortuna in Via Tiziano

25/11/12- Gli esasperati inquilini di San Lorenzo a Greve ad una derivazione di fortuna in Via Tiziano

Un altro rischio assurdo che abbiamo dovuto subire è stato la mancanza continua di acqua potabile per i continui blocchi dell’autoclave: giorni e giorni senza un filo d’acqua.
Ecco un eloquente commento su questo blog di un inquilino disabile che è andato via:

Sono invalido al 75% e per curare la mia patologia faccio uso di farmaci salvavita, attenzione faccio notare la parola salvavita.
Questo farmaco potrei utilizzarlo in qualsiasi momento della giornata alle tre di giorno o alle tre di notte per renderti l’idea.
Mi inietto pertanto questo farmaco da solo in quanto giungere ad un pronto soccorso causerebbe un aggravamento delle mie condizioni in determinate circostanze.Per la preparazione di questo farmaco l’igiene e’ prioritaria. Se le mie mani non sono sufficientemente pulite i rischi che corro sono logicamente evidenti … (leggi la versione intera nell’eBook).

A luglio scorso, dopo essere rimasti, nuovamente ore e ore senz’acqua potabile – dopo l’ennesimo guasto all’autoclave – ho chiuso stavolta io – i rubinetti.
Non quelli dell’acqua, ma quelli del mio modestissimo conto bancario.
Dopo aver corrisposto in soli 5 anni di affitti ” calmierati ” – la cifra spropositata di 36.000 (trentaseimila) Euro, ho detto stop ! I miei pochi soldi non ingrasseranno più i vostri conti in Lussemburgo !

Sua Eccellenza vergherà su un foglio le mie gravi inadempienze contrattuali e mi condannerà a lasciar libero quanto prima l’alloggio da persone e cose …. .
Ho già in mente tutto: sarà lo “sfratto perfetto” , lo sfratto mai visto prima, lo sfratto sbattuto in diretta streaming passo-passo e in mondovisione sul nostro seguitissimo blog.
Poi ci aspetta un camper scassato, con un generatore di corrente, una chiavetta internet e poco altro.
Metterò in moto e ci lasceremo sbuffando alle spalle questa italietta di merda. Ricominceremo a vivere …
Non disperatevi però: continuerò infatti la mia battaglia da un luogo imprecisato….. il blog andrà avanti …tutti devono sapere. Voglio quello che mi spetta.
Qualcuno forse si dovrà preoccupare…perchè , lottando, come tanti oggigiorno per la sopravvivenza, sarò probabilmente più incazzato.
Vedrò da fuori – godendo come un matto – gli affanni elettorali di certi signori.
I miei figli sono due bravissimi ragazzi e si meritano decisamente qualcosa di meglio…

Mia moglie Lucia, perso il lavoro dopo 22 anni in una multinazionale americana ritenuta modello, sta ancora soffrendo per il lungo oblio della disoccupazione e non si merita certo questa ulteriore infamia.
Andremo verso Nord…
… quella scuoletta in Garfagnana potrebbe essere la nostra prima e ultima tappa in territorio nazionale.
Prima però monterò sul tetto di casa, come fece quel compagno assessore con i baffoni che denunciava la macelleria sociale.

(Leggi le mie ultime vane richieste all’attuale proprietà e altri  in questo calvario iniziato nell’estate 2008).

Riccardo Ciaccheri

 

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Situazione muffa ripresa il giorno 25/1/2014 (presto aggiornamento al 2015)

Ecco le foto degli altri appartamenti da me ripresi nel 2010

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[ The Florentine Social Housing Scandal ]

Inverno III ( V )

12/12/2012 , Ripubblichiamo di seguito un vecchio post di due anni fa perchè purtroppo ancora attualissimo:

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25 novembre 2010,

 E’ quasi Dicembre e stiamo entrando nell’inverno pieno.
Ci sarà pure il surriscaldamento del pianeta, ma il nostro vecchio globo ci prova anche quest’anno a compiere i suoi cicli naturali.
Puntuali come un orologio svizzero e precise come un moderno navigatore GPS, le colonie fungine ritornano sulle stesse pareti e negli stessi punti.
Anche loro compiono un ciclo.
Fin da bambini sappiamo che la muffa si forma nella frutta, sul formaggio, nella marmellata.
Ma il ciclo della muffa nelle nostre case è quello dell’uomo perverso, cinico, corruttore, speculatore, cementificatore, approfittatore .
Della politica malata e che ci fa (letteralmente) ammalare .
Era tutto previsto, ce l’aspettavamo, se l’aspettavano tutti, il problema è ormai chiaro e reso pubblico con gli oltre 6000 (agg. 23.000) accessi in questo blog.
Un solo quotidiano (agg. oggi non più in edicola) se n’è recentemente occupato, mescolando però la muffa con l’erba alta.
Arriva il freddo, pareti maldestramente coibentate e realizzate si raffreddano troppo, si forma condensa e conseguentemente muffa. Nelle stanze fa freddo; in quelle a nord a malapena si raggiungono i 15 (16) gradi ed è pure difficile mantenerli.

Muffa = spore = tossine = rischi intollerabili per la salute.

Problemi alla pelle, problemi polmonari, talvolta persino morte, come avvenuto addirittura nella opulenta Hollywood.
Sono già tre (cinque) inverni che la salute delle nostre famiglie è seriamente minacciata da un rischio poco ponderabile, scientificamente certo, ma anche prevenibile.

La salute, la vita, viene prima del denaro, della politica, delle opportunità, delle convenienze o sconvenienze.

Del risparmio energetico e della tutela ambientale non parliamone più nemmeno.

ABBATTIAMO QUESTO SCHIFOSO MURO DI GOMMA !!!

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La cattiva e la buona condensa

Fino ad oggi ci siamo preoccupati della “cattiva condensa”, cioè di quella che per il secondo inverno consecutivo determina la formazione di muffa negli appartamenti che abitiamo.

Una roba poco salubre e anche brutta da vedere… lo abbiamo già scritto fino alla nausea in questo blog.

Sembrerà strano, ma Regione, Comune e persino l’ASL, continuano a ignorare le nostre sacrosante richieste.

Dai …picchia e mena,  con i post, le foto ed i video di questo  blog, siamo riusciti almeno a suscitare la curiosità di una parte del mondo scientifico.

La scorsa settimana infatti è venuto a trovarci un Prof. universitario e così con lui abbiamo scoperto che esiste anche la “buona condensa” .

L’esperto Prof. ci ha spiegato infatti che le nostre modernissime caldaie, dette appunto “a condensazione”, sono le caldaie più moderne ed ecologiche oggi esistenti . Riescono infatti ad ottenere rendimenti molto elevati grazie al recupero del calore latente di condensazione contenuto nel vapore acqueo dei fumi di scarico.

Senza saper ripetere la dotta descrizione del professore, abbiamo qui la pretesa di spiegarvi come la caldaia a condensazione abbia un rendimento ottimale e quindi faccia risparmiare gas alle famiglie (e ridurre quindi l’inquinamento) solo se appunto  “lavora a condensazione”.

Ciò significa che la temperatura di ritorno nel circuito deve essere intorno ai 35°C.

Risulta quindi fondamentale poter contare su grandi superfici radianti, come pannelli a pavimento, serpentine a parete, oppure anche termosifoni di tipo tradizionale ma sovradimensionati.

Ad un certo punto però l’esimio prof. si era come improvvisamente ingrigito.

Che c’era di strano ?

Appena entrato in una delle due camere di un appartamento, si era trovato davanti un povero termosifone che, non solo era sottodimensionato, ma anche maldestramente installato, tanto da fargli dire: “ ma questo riscalda la parete..invece della stanza ”.

Inutile dirvi che di pannelli radianti a pavimento nemmeno l’ombra !

E anche la buona condensa morì fanciulla.

Il Programma Operativo Regionale, sulla base del quale, non ci stancheremo mai di dirlo, sono stati concessi oltre 2 milioni di Euro di contributo pubblico al costruttore, prevedeva testualmente :

Utilizzo di impianti di riscaldamento ad acqua  calda con elementi radianti ad elevata efficienza, e con dispositivi di regolazione individuali per alloggio“.

 


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Il  nostro Comitato aderisce all’iniziativa del Comune di Firenze : “Un Bacione a Firenze, gesti di amore e cura per la tua città

” Non siamo mica grulli “

Signora lei non sa condurre il suo alloggio…deve areare di più le stanze – non lo vede quanta muffa ha . Quando esce deve lasciare le finestre aperte e anche la notte le tapparelle abbassate e la finestra un po’ aperta…

Così si è rivolto all’inquilina del primo piano  il personale della Affitto Firenze spa che, dopo la denuncia di un altro inquilino sul quotidiano La Repubblica del 7 Gennaio, sta visitando i suoi affittuari, in una rocambolesca opera di persuasione.

“...Senta … io prima di venire qui, ho abitato per trent’anni in San Frediano al piano terra di una casa vecchia come il cucco e non ho mai avuto problemi del genere.
E poi guardi come la tengo la mia casa…è uno specchio
“.

La nostra co-inquilina replica così, indignata, offesa e arrabbiata agli “strani” rilievi che le vengono mossi dalla proprietà.

Poi nella buca delle lettere trova una lettera della società Affitto Firenze che la fa arrabbiare ancora di più : “...oltretutto non siamo mica grulli ” ci dice mentre fotografiamo la muffa che invade le sue stanze e la individuiamo con una freccia sulla piantina.

Ci ritroviamo presto signora… siamo già un monte di grulli incazzati ” le diciamo prima di salutarla.

( Assegnatari Bando “Ventimila Alloggi in Affitto” – San Lorenzo a Greve )

Sotto sono disponibili le pagine 12 e 13 del ” libretto di manutenzione ” citato nella suddetta lettera e distribuito a tutti gli inquilini durante la consegna degli immobili.
Ci hanno spiegato autorevoli docenti universitari che la temperatura di rugiada (sinonimo di punto di rugiada) va esattamente determinata in sede di progettazione energetica dell’edificio ai sensi della Legge 10/91 e successive integrazioni attraverso verifiche analitiche o grafiche, come  il diagramma di Glaser .
Queste verifiche devono essere contenute proprio in quella relazione che il Comune (Direz. Patrimonio) nella propria lettera del 19/3/2009 dichiara di non aver ricevuto.

Se, come imposto per legge, la verifica termoigrometrica viene eseguita e risulta verificata in sede di progettazione dell’edificio e la fase costruttiva rispetta in pieno il progetto, non dovrebbero verificarsi assolutamente fenomeni di condensa superficiale tali da determinare la formazione di muffe all’interno dei locali.
L’eventuale condensa interstiziale delle pareti dovrà sempre essere limitata ad una quantità rievaporabile (che non da però luogo a muffa).

Basta invece un ponte termico non corretto a determinare condensa superficiale e quindi muffa perchè si avrà un raffreddamento della parete fino ad una temperatura ben inferiore ai 9,5° (punto di rugiada di un ambiente interno tipico delle nostre abitazioni, con temp. mantenuta a 20° ed umidità relativa pari al 50%) in una determinata zona  (quella appunto in corrispondenza del ponte termico). Lo stesso dicasi in presenza di murature scadenti e/o con inadeguata trasmittanza (utilizzo di materiali non certificati).

Non c’è quindi assolutamente alcuna (logica) ragione di andare a costruirsi, come si fa nella lettera agli inquilini e nel manuale, (improbabili) condizioni in cui si imputa  al conduttore dell’alloggio, una per tutte, la responsabilità di innalzare l’umidità relativa a livelli estremi tali da avvicinare la temperatura ambiente a quella di rugiada. Lo stesso dicasi per le altrettanti improbabili “negligenze” nell’areazione dei locali.

E’ invece lecito, ma comunque triste,  presumere che chi ha scritto questo libretto, fosse già a conoscenza prima della consegna degli alloggi dei problemi di condensa o della loro potenzialità di accadimento.
Cosa di fatto poi effettivamente verificatasi per il secondo inverno consecutivo e che ha determinato una grave situazione di muffe in ben 20 alloggi accertati ad oggi (su 50 in totale), anche in quelli esposti a Sud.

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